La cooperazione franco-tedesca, oggi in stallo sul dossier dell’aereo da combattimento Future Combat Air System (FCAS), potrebbe rinascere sotto forma di missili convenzionali. È la proposta avanzata da ArianeGroup, il gruppo che produce il lanciatore Ariane 6 e i missili balistici nucleari M51 per la deterrenza francese, e che invita Parigi e Berlino a sviluppare insieme un missile convenzionale capace di colpire oltre i 2.000 chilometri, secondo quanto riferiscono i media francesi.
Le discussioni sarebbero già ben avviate con la Francia che intende impegnare quest’anno un programma da 900 milioni di euro, con una prima tranche di 15,6 milioni destinata agli studi di fattibilità. Lunedì, nel suo tanto atteso discorso sulla nuova dottrina nucleare, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato che Parigi, Londra e Berlino “lavoreranno insieme su progetti di missili a lunghissimo raggio”, sottolineando che ciò offrirà “nuove opzioni per gestire l’escalation in modo convenzionale”.
Per molti attori del settore, la sola deterrenza nucleare non è più sufficiente a coprire l’intero spettro dei conflitti, come dimostrano i lanci di missili russi in Ucraina. Il ritorno della guerra in Europa e la fine dei trattati di limitazione degli armamenti — in particolare il trattato INF che vietava i missili a medio raggio sul continente — riaprono una filiera industriale rimasta in secondo piano dopo la Guerra fredda. Come ricorda il quotidiano francese Les Echos, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Vincent Pery, responsabile della divisione difesa di ArianeGroup, ha difeso la necessità per l’Europa di dotarsi di una “forza di deterrenza balistica convenzionale credibile”.
Il gruppo sostiene di essere l’attore europeo più esperto per sviluppare un “missile balistico di teatro” (MBT). Produce già il missile nucleare M51 per la Francia e padroneggia una filiera nazionale di propulsione, oltre a disporre di competenze e siti industriali adeguati sia in Francia sia in Germania.
A questo stadio, tuttavia, “nulla è deciso”, ha ricordato il CEO Martin Sion, sottolineando che la Francia non ha ancora definito la propria dottrina sull’“épaulement” della deterrenza nucleare, vale a dire su come combinare e graduare una risposta convenzionale a lungo raggio con lo scudo nucleare. ArianeGroup è inoltre impegnata in altri programmi sulle armi del futuro, come il dimostratore iperveloce VMax, mentre MBDA prosegue le ricerche sui missili ipersonici manovrabili.
“La Germania prende coscienza della propria vulnerabilità e vuole rafforzare le sue capacità di attacco a lunga distanza”, osserva una fonte del settore citata dal quotidiano francese. Per ArianeGroup, la sfida è costruire una soluzione europea, evitando che il mercato venga occupato da fornitori statunitensi o da gruppi europei in subfornitura di aziende americane.
Parallelamente, il gruppo accelera la produzione dei missili nucleari di terza generazione M51.3, entrati in servizio. “Un potenziamento del nostro arsenale nucleare è essenziale”, ha dichiarato Macron, annunciando anche la costruzione del nuovo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare “L’Invincible”, che sarà varato nel 2036.

